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EGITTO – Dal Nilo al Lago Nasser

Eccoci in Egitto!

Fin dai primi passi arte, civiltà e cultura, si intrecciano in un fascino che ci abbaglia. Sarà un viaggio straordinario che percorrerà il Nilo da Luxor, passando per Assuan, fino al Lago Nasser! Cominciamo l’avventura da due dei templi meglio conservati del paese: Abydos dedicato al dio Osiride e Dendera sacro alla dea Hathor.
Abydos ai margini del deserto sorge sul luogo in cui si credeva fosse stato sepolto il dio Osiride, ucciso dal fratello Seth, per questo divenne luogo di culto e pellegrinaggi fin dall’antichità. È qui che Sethi I, padre di Ramesse II, decise di edificare un grandioso tempio: sale ipostile si susseguono circondate da cappelle dedicate alle diverse divinità del pantheon egizio, non un solo centimetro è lasciato privo delle splendide decorazioni, alcune delle quali conservano ancora il loro colore originali. Steli, cartigli, processioni e preghiere fissati sulle pareti. E poi ecco la scena che tutti aspettiamo: Sethi che trasmette al figlio Ramses le dinastie dei faraoni che li hanno preceduti…il faraone, la divinità in terra, che si fa uomo e padre! Ci spostiamo dunque a Dendera, gli ultimi campi che beneficiano della presenza del grande fiume cedono il passo alle sabbie e in lontananza compare la facciata del tempio tolemaico dominato dalle teste della dea dalle orecchie di vacca: simbolo di gioia e fertilità! Lo stile delle iscrizioni è di una raffinatezza impressionante, anche qui le tracce di colore emergono da secoli di offuscamento e ci parlano di un mondo fatto di complessi rituali e di profonde credenze. Dalla grande terrazza lasciamo correre il nostro sguardo verso il sole che cala alle spalle di una magnifica giornata!

Luxor, la superba Tebe, antica capitale del Regno Egizio, secondo Omero la città possedeva un numero tale di ricchezze che poteva essere superato solo dai granelli di sabbia del deserto! Prima tappa è Karnak, il santuario più importante dell’Egitto, cuore religioso e amministrativo, venerato come pochi. La sua foresta di colonne colpisce per la magnificenza e l’aria che si respira passeggiando tra le sue corti sa di antico, di profondo, si percepisce ancora di essere entrati, con il fiato sospeso, in un mondo per pochi eletti! E poi è la volta del Tempio di Luxor, liberato dalle sabbie da Gaston Maspero nel 1881. I colossi rappresentanti Ramses II ci osservano con occhio emblematico lungo il percorso. Seguiamo la nostra guida mentre ci rivela il significato di rituali, usi e preghiere…ma sempre sotto lo sguardo benevolo e fiero del grande faraone! La mente ci porta ad immaginare come dovessero apparire questi luoghi nel loro periodo di massimo splendore tra colori accesi e tesori inestimabili! Credo che la gente comune, che qui veniva a rendere tributo, dovesse effettivamente sentirsi toccata da una mano divina in terra!

Oggi apriamo una delle pagine più straordinarie del nostro viaggio: la Valle dei Re e delle Regine, le più affascinanti tra le necropoli egizie, celate tra le colline ad ovest di Luxor. Nell’antichità la riva occidentale del Nilo, era considerata la dimora dei defunti, qui gli ultimi raggi del sole illuminano le sabbie del deserto, per poi risorgere sulla riva orientale, dimora invece dei viventi. Si coglie ancora tra queste pietre il devoto lavoro delle mani che per secoli hanno plasmato queste opere d’arte allo scopo di fissare per l’eternità le anime dei regnanti. Impossibile non sentire l’emozione degli esploratori che ci hanno preceduto guidati dal sogno della scoperta di un mondo distante e intrigante come pochi! Nella mia testa continuano a risuonare le parole di Howard Carter nel momento in cui aprì quel foro che gli permise di spiare all’interno della tomba di Tutankhamon: “Vedo cose meravigliose!”. Migliaia di anni di profanazioni e furti non sono bastati a cancellare l’unicità di questo patrimonio!

Dormire cullati dalle placide acque del Nilo e svegliarsi con gli occhi già colmi di bellezze è un’emozione unica! All’alba i colori sono tenui, le rive del grande fiume sono punteggiate da palmeti e canneti di papiri laddove il deserto cede il passo alla vita. Mansueti asinelli e docili mucche pascolano sotto gli occhi dei pescatori intenti a preparare le loro barche per la giornata di lavoro. Guardiamo alle colline sabbiose fino a scrutare qualche monumento oramai cancellato dal tempo, fino a che, superata una scenografica ansa giungiamo ad Edfu: dimora del Dio Horus! Il tempio di epoca tolemaica fu rimasto sepolto per secoli dalle sabbie e questo ha permesso che giungesse a noi in ottimo stato di conservazione. Tra le sue scene murarie riviviamo la vendetta del dio dalla testa di falco verso lo zio Seth che aveva assassinato il padre Osiride, assistiamo alla sua unione con la dea Hathor che qui giungeva da Dendera per congiungersi al suo amato, ma soprattutto cogliamo la raffinatezza della fusione dello stile egizio con quello greco! La navigazione verso sud riprende e, nel mentre, ci concediamo una cooking class di cucina egiziana tra verdure fresche e spezie profumate! Attendiamo dunque che cali la sera per la visita del tempio di Kom Ombo, sacro al dio coccodrillo Sobek, che con la sua ferocia era in grado di scongiurare il male e allo stesso tempo difendere gli innocenti. Gli edifici sono illuminati da una luce dorata e polverosa il che li rende ancora più suggestivi: le figure alle pareti sembrano quasi uscirne e prendere vita per raccontare esse stesse il loro significato. Una sosta al piccolo museo allestito per esporre alcuni mummie dei coccodrilli sacri qui rinvenuti, e siamo pronti a fare rientro nella nostra nave: stasera ci aspetta la serata egiziana dove far sfoggio delle nostre nuove vesti tipiche!

Il nostro viaggio nelle meraviglie dell’Egitto continua e giungiamo questa mattina ad Assuan e, con essa, ha inizio l’avventura in terra nubiana. La Grande Diga ci aspetta: realizzata tra gli anni ’60 e ’70 rappresenta una delle opere ingegneristiche più straordinarie del XX secolo! Pensata per controllare le indomabili piene del Nilo e risolvere al contempo il problema della siccità, ne è diventata un vero e proprio simbolo, anche se spesso criticata per il forte impatto avuto sulla regione. Una barca a motore ci porta dunque al tempio di File, luogo sacro alla dea Iside, che qui si rifugiò per ricomporre il corpo del suo amato Osiride. Oggi possiamo visitare questo complesso grazie al certosino lavoro di una squadra di professionisti italiani che spostò gli edifici dall’isola originaria a quella odierna ormai sommersa dalle acque della nuova diga. L’eleganza e la ricercatezza dei suoi decori lo hanno reso a tutto merito uno dei siti Patrimonio dell’Unesco. Concludiamo la giornata con un suggestivo giro in feluca che ci porta prima al Giardino Botanico, un’esplosione di specie tropicali tra cui passeggiare al riparo di piante lussureggianti, ed un tipico villaggio nubiano, ricco di fascino ed autenticità! Ci sediamo nel cortile principale sorseggiando un ottimo karkadè con l’impressione di aver bussato ad una porta schiusa su un tempo quanto mai remoto!

Inizia la navigazione sul Lago Nasser per scoprire i siti nubiani che rischiarono di rimanere per sempre inghiottiti dalle acque del Nilo con la costruzione della diga di Assuan! Una piccola barca a motore ci porta al tempio di Kalabsha: un’imponente struttura iniziata alla fine del periodo tolemaico e completato durante il regno dell’imperatore Augusto (30 a.C.-14 d.C.), e dedicata al dio solare nubiano Mandulis, dalla testa di falco ma con il corpo umano. Visitiamo il sito in solitaria…siamo solo noi…un custode con il suo cane ed il suo gatto…ed i meravigliosi resti che ci circondano. Ci godiamo ogni centimetro con calma, passeggiamo attraverso le corti e i sacrari studiando i racconti che si susseguono sulle pareti. Tutt’attorno vedute luminose del lago e della grande diga di Assuan. Nel pomeriggio ci aspetta il sito più sorprendente di tutto l’Egitto: Abu Simbel! Qui l’arte si fa poesia…c’è tutto: la magnificenza del grande Ramses, la maestria di chi ha scolpito questa roccia, la bellezza dei muri che prendono vita e l’amore infinito di un uomo verso la sua regina, Nefertari, “colei per la quale sorge il sole al mattino”! Ancora una volta le parole non bastano e l’emozione si fa ancora più grande mentre assistiamo al calare della notte allo spettacolo di luci che, attraverso la voce del vento del deserto, narra la storia di questo luogo dalle sue origini fino all’imponente opera di recupero. “Abu Simbel…dopotutto la notte è solo una promessa!

Il nostro viaggio è in dirittura di arrivo…in questi ultimi giorni ci siamo immersi negli spettacolari paesaggi del Lago Nasser, scoperto i suoi siti preziosi risorti dalle acque come in un sogno. Anni di paziente lavoro hanno salvato questi patrimoni dalle acque dirompenti che oggi invece risplendono nuovamente ai loro piedi. Dal sito di Amada a quello di Derr, dalla tomba del funzionario Pennut, al complesso di Wadi el Sebu…ad ogni passo la meraviglia di quello che è considerato un Egitto al di fuori dai percorsi turistici più noti ma assolutamente da vedere!

L’Egitto non è mai solo un viaggio, è un luogo profondo che ti coinvolge e ti scava dentro come pochi altri.

Partiamo…con il desiderio di poter presto camminare nuovamente su queste affascinanti ed indimenticabili strade!

 

 

OMAN

Iniziamo il nostro viaggio con un primo assaggio di Muscat! La città ci incanta con la sua eleganza ed uniformità, la sua architettura dal carattere fortemente tradizionale la rende ricca di fascino: ogni edificio, anche il più semplice, prevede almeno una cupola o una finestra con arabeschi! La prima sosta ci porta al museo etnografico di Bait al Bagh, che ci introduce alla storia omanita con un interessante spaccato sulla sua cultura. Ci incamminiamo dunque verso il Palazzo Reale, oggi sede di sola rappresentanza, affiancato dai due forti portoghesi che dominano il mare fin dal 1580: la luce si riflette sui palazzi in modo straordinario e ci regala scorci inaspettati! Concludiamo la giornata nel suq di Mutrah: qui si trova di tutto…sapori e profumi d’Arabia compresi!

Partiamo stamattina in direzione di Sur lungo la panoramica strada costiera a sud di Muscat. Prima sosta a Qurayat, un tempo porto di rilievo fino alla conquista portoghese del XVI secolo, oggi delizioso villaggio di pescatori che profuma di salsedine dominato dal suo forte ottocentesco! Proseguiamo verso Bimmah Sinkhole, una dolina carsica dalle acque cristalline che sfumano in ogni tono di turchese. Il suo nome arabo, Hawiyyat Najm, significa “la fossa delle acque profonde della stella” perché i locali ritengono sia frutto della caduta di un meteorite, teoria che affascina anche se geologicamente sfatata! È la volta dunque dei suggestivi wadi: le gole profonde scavate dall’acqua offrono dei paesaggi unici tra pozze luminose e lussureggianti piantagioni…la vita che si fa natura e colore ai piedi del deserto! Scavalcate queste straordinarie montagne giungiamo infine a Sur, città costiera racchiusa in una baia naturale con un affascinante quartiere portuale e i cantieri dove operai indiani costruiscono, completamente a mano, i dhow, imbarcazioni in legno di tek tipiche del Golfo Persico e dell’Oceano Indiano. L’odore del legno e del mare si fondono e, dalla corniche, assistiamo al tramonto che ormai incombe sul suo caratteristico faro!

“Dio ha creato le terre con i laghi e i fiumi perché l’uomo possa viverci. E il deserto affinché possa ritrovare la sua anima”.

Ci spingiamo oggi verso ovest per raggiungere il magnifico deserto di dune! Prima tappa del giorno è Wadi Bani Khalid: la sorgente che sgorga perenne sulla sommità della gola alimenta la lussureggiante vegetazione e attraverso un percorso fatto di rocce e crepacci raggiungiamo una delle tante pozze d’acqua per goderci finalmente un rilassante e quanto mai suggestivo bagno! Ci si sente parte di una natura quanto mai idilliaca e vibrante di emozioni. La sensazione non può che crescere nel momento in cui, abbandonato il nostro pullman per delle jeep 4×4, ci lanciamo su e giù per le sabbie di Wahiba Sands! È qui che il deserto parla attraverso le sue luci e, in un silenzio quasi surreale, assistiamo al calare del sole dietro l’infinita distesa di dune che si perde al di là dei nostri sguardi!

Il nostro tour oggi parte da Sinaw, cittadina celebre per il mercato settimanale del bestiame che si tiene al giovedì. La piazza è un brulicare di persone, animali, carri, auto. Muovendoci tra banchi di frutta e verdura, carne e pesce, arriviamo ad una corte centrale dove gli allevatori portano i propri capi per farli valutare da possibili acquirenti. Tutti gli uomini sfoggiano la dishdasha, il tipico abito lungo fino ai piedi: ci chiediamo come possano essere sempre così perfettamente candidi ed immacolati! Le donne, rigorosamente nascoste nei loro abiti tradizionali, indossano la tipica maschera nera delle beduine che lascia scoperti solo gli occhi sottolineati dal kajal. Ci sentiamo dei veri spettatori di un mondo immutato nella propria quotidianità tanto da restarne rapiti! La strada tuttavia è lunga fino alla città di Nizwa che ci ospiterà per la notte, e dunque eccoci prima a Jabrin e poi a Bahla per visitare gli antichi forti: possenti castelli color ocra tra i palmeti! Ai nostri occhi appaiono quasi come delle costruzioni di sabbia! All’interno scopriamo ambienti fatti di pareti immacolate, cantine e magazzini per conservare il cibo, tra cui i dolcissimi datteri, cuscini e tappeti, nicchie e finestre da cui entra una piacevole corrente d’aria. Tutto è all’insegna dell’essenziale e del gusto raffinato. Infine eccoci a Nizwa, la “perla dell’Islam”, cittadina che ancora oggi mantiene un forte carattere conservatore. Saliamo sulla torre circolare che domina il suo forte da cui possiamo godere di una splendida vista sulle piantagioni che la circondano. Prima che la giornata volga al termine, una passeggiata ci porta al suo suq e ci concediamo un po’ di shopping tra spezie, artigianato e, soprattutto, tra i succulenti datteri, vero e proprio patrimonio di questo incantevole paese!

Risaliamo verso Muscat e, alle pendici dei Monti Hajar, dedichiamo la nostra giornata alla visita di due tra gli abitati più ricchi di storia della regione: Al Hambra e Misfat. Giungiamo ad Al Hambra con una passeggiata attraverso il suo ricco palmeto di piante da dattero che ci accompagna fino al centro della città fatto di case di mattoni crudi, in tipico stile yemenita. Una di queste è sede del Museo di Bait al Sifah: un’abitazione vera e propria in cui scopriamo, attraverso alcune dimostrazioni, le tecniche di preparazione del fragrante pane omanita, la macinatura del profumato caffè e la lavorazione di diversi olii essenziali. Ci accomodiamo a gambe incrociate nel majlis, sorseggiando caffè al cardamomo accompagnato dagli ormai immancabili datteri e chiacchierando, a gesti, con i padroni di casa…che meravigliosa esperienza! Per il pranzo ci inerpichiamo sulle montagne fino al canyon di Jebel Shams, la “montagna del sole”, lo spettacolo ci toglie il fiato ed ancora una volta rimaniamo in silenzio ad ammirare la vastità che ci circonda. Discendiamo verso Misfat: le sue case scavate nella roccia, quasi inghiottite da palme e piante di banane e papaya, e i suoi tipici falaj la rendono una chicca…un presepe vivente abbarbicato sulle montagne! Ecco che nel cuore ci resta non solo il deserto con le sue sabbie e le sue rocce…ma anche le sue oasi…giardini di vita e di suggestive tradizioni!

Stiamo rientrando oggi dal nostro viaggio in Oman: un viaggio che ci ha regalato colori inaspettati, un deserto sconfinato, città di grande fascino e villaggi arroccati sulle montagne! Abbiamo toccato la cultura omanita fatta di gesti quotidiani e ricca di un sano orgoglio che la mantiene autentica come poche! Salutiamo questo splendido paese con gli ultimi scatti della Grande Moschea del Sultano Qaboos di Muscat, straordinario esempio di architettura islamica moderna, che colpisce per il suo candore, i meravigliosi tappeti persiani della sua sala delle preghiere e la raffinatezza dei suoi decori. Una visita al caratteristico mercato, alla lussuosa Opera House ed infine una meravigliosa cena in un tipico ristorante omanita e siamo pronti a tornare con un bel bagaglio di emozioni!

 

 

NAMIBIA

Ed eccoci qui…domani si parte! Si potrebbe pensare che ormai per me sia una sorta di abitudine, ma in realtà ogni viaggio è sempre carico di entusiasmo e curiosità: l’ultima meta supera la precedente e si rientra con occhi nuovi e colmi di meraviglie! Questa volta, però, torno nel paese che per primo ho imparato ad amare nei miei viaggi…e si sa…al primo amore appartengono un profumo e una sfera di sentimenti unici! Ti puoi scrollare di dosso la sabbia e la polvere dell’Africa ma quello che ti lascia dentro è semplicemente per sempre!

Eccoci giunti oggi a Windhoek e da qui inizia il viaggio che ci porterà a scoprire la Namibia! La città, il cui nome significa “angolo ventoso”, sorge su di un altopiano circondata da basse montagne costellate da una vegetazione che prelude ai deserti che visiteremo i prossimi giorni. I palazzi di stile tedesco, la sua cattedrale neobarocca e le vivaci strade, le danno un’aria il quanto più possibile distante dalle altre capitali africane: organizzata, pulita e decisamente europea! È il tipo di luogo che divide tra chi la ritiene un’oasi moderna e chi invece la vede un po’ troppo occidentalizzata! Indubbiamente è particolare e si percepiscono le molteplici contaminazioni culturali…ma, dopotutto, l’Africa non è stata da sempre culla e crocevia di civiltà diverse e affascinanti?

Che emozione! Una lunga e panoramica strada ci porta a nord verso il Parco Etosha. I colori cambiano di continuo, la vegetazione pure ed i nostri sguardi corrono alla ricerca dello scatto perfetto…ma in realtà è tutto di per sé già meraviglioso! Entriamo nella riserva dall’Anderssons Gate e fin da subito cominciamo ad incontrare giraffe, zebre ed antilopi di diverso tipo: ogni piccolo movimento tra i cespugli ci fa sussultare, ogni gioco di luce particolare attira la nostra curiosità…siamo complentamente assorbiti da ciò che ci sta attorno! Ma ecco giungere una macchina che ci segnala che a poca distanza è stato avvistato un branco di leoni. Partiamo subito ed eccoli in tutta la loro fiera bellezza intenti a fare un pisolino noncuranti della nostra presenza. La sensazione è unica…chi prova l’esperienza di un safari nel continente africano sa cosa vuol dire sentire quel brivido che ti scorre sotto pelle, la sensazione di essere meri osservatori di un mondo che spesso non siamo capaci di rispettare e amare come si dovrebbe!

Secondo giorno interamente dedicato al safari nel Parco Etosha, il cui nome in lingua oshivambo significa “grande luogo bianco” e deriva dal suo pan: la grande distesa salina che lo domina, ciò che rimane di un grande ghiacciaio estinto nelle ere passate. A darci il buongiorno è il re degli animali: un leone con la sua compagna che, come loro uso, si riposano all’ombra di un cespuglio! Gli animali che si susseguono durante la giornata sono tantissimi, tutti attirati dalle molteplici pozze d’acqua: vere e proprie fonti di vita. Sono gli elefanti che ci fanno un’enorme sorpresa: due branchi di 17 esemplari ci fanno assistere al loro bagno e bevuta della giornata tra giochi, spruzzi e qualche barrito!

Terzo giorno di safari nel Parco Etosha! Riuscite ad immaginare la sensazione di vivere in un documentario invece di guardarlo solo al televisore? Ecco cosa ci è stato regalato oggi! Partiamo all’alba verso il Pan Etosha e di nuovo restiamo sorpresi dai repentini cambi di paesaggio: si passa dal bush stepposo alla savana! I colori sono incredibili ed il nostro sfondo è ancora la grande depressione salina. Tutto è ricoperto, in questa stagione, da una polvere gessosa bianca che dà un’aria quasi surreale: dalla piante di mopane agli elefanti, tutto è in contrasto con il cielo di un azzurro profondo…ma soprattutto il Pan i cui piccoli cristalli assumono una colorazione verde tenue suggestiva! Sotto i nostri occhi rinoceronti, iene, antilopi e leoni ci donano momenti indescrivibili..fortunatissimi con gli avvistamenti, ma ancor di più a poter godere di queste meraviglie!

Con una magnifica alba salutiamo il Parco Etosha e ci dirigiamo verso il Damaraland. Lungo il percorso ci fermiamo presso un villaggio Himba: pastori nomadi che mantengono tutt’oggi immutato il loro stile di vita basato sui ritmi della transumanza del loro bestiame. Le donne sono di una bellezza scultorea ed esibiscono fiere il loro corpo ricoperto di un impasto fatto di burro, ocra ed erbe: è il loro modo per tenere pulita la pelle e difendersi dal clima desertico e dagli insetti. Ci accolgono e ci aprono le loro case, ci mostrano i loro gesti quotidiani circondati da splendidi bambini che ci scrutano curiosi…occhi scuri e profondi, sorrisi bianchissimi e noi con l’idea di aver toccato una cultura affascinante ed unica! Stanotte dormiremo in un fantastico lodge circondato solo dalle splendide montagne di arenaria e ovattato nel silenzio degli spettacolari cieli stellati africani!

Ancora una volta la Namibia ci ha stupito! Oggi ci siamo inoltrati verso ovest nella regione del Damaraland: vallate di arenaria rossa si aprono al nostro sguardo, orlate da suggestive formazioni rocciose e, annidata nelle fenditure ecco Twyfelfontein, sito patrimonio Unesco, che conserva incisioni e pitture rupestri antichissime. Il nome significa “fontana dubbiosa” dato il carattere stagionale della sua sorgente, ma proprio qui migliaia di anni fa i cacciatori San che frequentavano questi luoghi hanno pensato di lasciare traccia del loro passaggio, incidendo e disegnando sulla pietra la loro vita, le loro credenze e gli animali che fornivano loro sostentamento. Ci arrampichiamo tra i massi attraverso questa galleria d’arte antica e non possiamo non pensare a quanti di quegli uomini alzarono gli occhi al cielo rivolgendo i loro riti e i loro timori a volte sopraffatti da una natura tanto potente! Prima di lasciare queste terre visitiamo il Damara Living Museum, un museo a cielo aperto in cui si mantiene vive la cultura dei Damara, popolo che da cui deriva il nome della regione, e che imparò a trarne insegnamenti per trasformare le asperità del territorio a proprio vantaggio. La strada è lunga e dobbiamo arrivare sulla costa entro sera, quindi ci rimettiamo in viaggio ed ecco che l’ambiente cambia ancora: ci troviamo in una distesa desertica che arriva fino all’oceano gettandosi tra le sue onde poderose! Relitti spiaggiati e piccoli centri balneari ci portano fino a Swakopmund…ma questa storia la raccontiamo domani…!

Stamattina ci svegliamo a Swakopmund, deliziosa città portuale nel deserto che mantiene molto dello stile coloniale tedesco. L’aria è frizzante e profuma di oceano. Partiamo presto per l’escursione che ci condurrà a Walvis Bay per imbarcarci su di un catamarano che ci farà navigare nelle acque prospicienti la costa. Il cielo è terso ma all’orizzonte si scorge un banco di una strana nebbia: è qui che il caldo del deserto bacia il gelo dell’oceano e dà vita a queste dense coltri che in un attimo avvolgono tutto per poi riscomparire all’improvviso! Sentiamo in lontananza il richiamo delle numerosissime otarie, scorgiamo i magnifici fenicotteri rosa e i delfini intenti a cacciare! Tra le onde fa capolino poi una megattera e riusciamo ad avvistare due rari esemplari di mola mola, un pesce dalla forma particolarissima che vive in queste acque! Pranziamo con ostriche fresche ed un buon vino bianco prima di sbarcare! Ci aspetta nel pomeriggio una delle avventure più incredibili: un 4×4 nelle alte dune del deserto a Sandwich Harbour! I nostri mezzi guidano sulla battigia costeggiando le dune mentre la marea dall’altro lato cresce e poi…dritti in un sali scendi quasi perpendicolare sulle maestose cime di queste montagne di talco! Le sabbie sotto le gomme sembrano ruggire mentre ci lanciamo ad affrontare una duna dietro l’altra..è incredibile! Che giornata indimenticabile

 

La nostra avventura prosegue e ci dirigiamo verso l’antico deserto del Namib prima, però, ci godiamo una piacevolissima panoramica della cittadina di Swakopmund: l’architettura coloniale tedesca è evidente e dona carattere alla città. Dalla vecchia stazione, oggi riconvertita in hotel, al suo faro passando per il suo antico molo e i viali di palme, lo stile è a dir poco delizioso! La strada è lunga e quindi ci mettiamo in marcia: godiamo di scenari meravigliosi tra distese e passi, fino a giungere in prossimità delle dune sabbiose di Sossusvlei! Una sosta al passaggio immaginario del Tropico del Capricorno ed una a Solitaire, la farm che, come richiama il nome, rappresenta un luogo isolato in chilometri e chilometri di deserto, ci consentono di sgranchirci un po’ prima del nostro arrivo al lodge per godere di una fantastica cena sotto le stelle al solo bagliore del fuoco

Ultimo giorno in quella che ormai possiamo definire la nostra amata Namibia! Partiamo all’alba per poter godere di temperature più fresche e di luci migliori. All’orizzonte si stagliano le maestose dune di Sossusvlei: il color albicocca e le ombre sinuose ci tolgono il fiato! Ci guardiamo attorno ed è pura bellezza…cerchiamo di cogliere scatti che parlino di quello che sentiamo nel nostro cuore ma è difficile perché sono emozioni che solo sprofondando i piedi su queste morbide sabbie si possono cogliere a fondo! Saliamo sulla cresta della duna che circonda la Deadvlei in questa atmosfera surreale ed è lampante del perché questo luogo sia patrimonio Unesco! La notte la passeremo in un campo tendato circondati solo dal silenzio e da un manto di stelle, ma prima ci concediamo l’ultimo tramonto al canyon di Sesriem: scendiamo nella sua gola, un tempo ricca di acqua, e nuovamente le luci e la natura sono le regine indiscusse!

È stato un viaggio straordinario la nostra Namibia di cui conserveremo ogni istante, ogni impolverata, ogni sorriso ed ogni sguardo, nella speranza un giorno di poter appoggiare nuovamente i nostri piedi in una terra tanto speciale!