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NAMIBIA

Ed eccoci qui…domani si parte! Si potrebbe pensare che ormai per me sia una sorta di abitudine, ma in realtà ogni viaggio è sempre carico di entusiasmo e curiosità: l’ultima meta supera la precedente e si rientra con occhi nuovi e colmi di meraviglie! Questa volta, però, torno nel paese che per primo ho imparato ad amare nei miei viaggi…e si sa…al primo amore appartengono un profumo e una sfera di sentimenti unici! Ti puoi scrollare di dosso la sabbia e la polvere dell’Africa ma quello che ti lascia dentro è semplicemente per sempre!

Eccoci giunti oggi a Windhoek e da qui inizia il viaggio che ci porterà a scoprire la Namibia! La città, il cui nome significa “angolo ventoso”, sorge su di un altopiano circondata da basse montagne costellate da una vegetazione che prelude ai deserti che visiteremo i prossimi giorni. I palazzi di stile tedesco, la sua cattedrale neobarocca e le vivaci strade, le danno un’aria il quanto più possibile distante dalle altre capitali africane: organizzata, pulita e decisamente europea! È il tipo di luogo che divide tra chi la ritiene un’oasi moderna e chi invece la vede un po’ troppo occidentalizzata! Indubbiamente è particolare e si percepiscono le molteplici contaminazioni culturali…ma, dopotutto, l’Africa non è stata da sempre culla e crocevia di civiltà diverse e affascinanti?

Che emozione! Una lunga e panoramica strada ci porta a nord verso il Parco Etosha. I colori cambiano di continuo, la vegetazione pure ed i nostri sguardi corrono alla ricerca dello scatto perfetto…ma in realtà è tutto di per sé già meraviglioso! Entriamo nella riserva dall’Anderssons Gate e fin da subito cominciamo ad incontrare giraffe, zebre ed antilopi di diverso tipo: ogni piccolo movimento tra i cespugli ci fa sussultare, ogni gioco di luce particolare attira la nostra curiosità…siamo complentamente assorbiti da ciò che ci sta attorno! Ma ecco giungere una macchina che ci segnala che a poca distanza è stato avvistato un branco di leoni. Partiamo subito ed eccoli in tutta la loro fiera bellezza intenti a fare un pisolino noncuranti della nostra presenza. La sensazione è unica…chi prova l’esperienza di un safari nel continente africano sa cosa vuol dire sentire quel brivido che ti scorre sotto pelle, la sensazione di essere meri osservatori di un mondo che spesso non siamo capaci di rispettare e amare come si dovrebbe!

Secondo giorno interamente dedicato al safari nel Parco Etosha, il cui nome in lingua oshivambo significa “grande luogo bianco” e deriva dal suo pan: la grande distesa salina che lo domina, ciò che rimane di un grande ghiacciaio estinto nelle ere passate. A darci il buongiorno è il re degli animali: un leone con la sua compagna che, come loro uso, si riposano all’ombra di un cespuglio! Gli animali che si susseguono durante la giornata sono tantissimi, tutti attirati dalle molteplici pozze d’acqua: vere e proprie fonti di vita. Sono gli elefanti che ci fanno un’enorme sorpresa: due branchi di 17 esemplari ci fanno assistere al loro bagno e bevuta della giornata tra giochi, spruzzi e qualche barrito!

Terzo giorno di safari nel Parco Etosha! Riuscite ad immaginare la sensazione di vivere in un documentario invece di guardarlo solo al televisore? Ecco cosa ci è stato regalato oggi! Partiamo all’alba verso il Pan Etosha e di nuovo restiamo sorpresi dai repentini cambi di paesaggio: si passa dal bush stepposo alla savana! I colori sono incredibili ed il nostro sfondo è ancora la grande depressione salina. Tutto è ricoperto, in questa stagione, da una polvere gessosa bianca che dà un’aria quasi surreale: dalla piante di mopane agli elefanti, tutto è in contrasto con il cielo di un azzurro profondo…ma soprattutto il Pan i cui piccoli cristalli assumono una colorazione verde tenue suggestiva! Sotto i nostri occhi rinoceronti, iene, antilopi e leoni ci donano momenti indescrivibili..fortunatissimi con gli avvistamenti, ma ancor di più a poter godere di queste meraviglie!

Con una magnifica alba salutiamo il Parco Etosha e ci dirigiamo verso il Damaraland. Lungo il percorso ci fermiamo presso un villaggio Himba: pastori nomadi che mantengono tutt’oggi immutato il loro stile di vita basato sui ritmi della transumanza del loro bestiame. Le donne sono di una bellezza scultorea ed esibiscono fiere il loro corpo ricoperto di un impasto fatto di burro, ocra ed erbe: è il loro modo per tenere pulita la pelle e difendersi dal clima desertico e dagli insetti. Ci accolgono e ci aprono le loro case, ci mostrano i loro gesti quotidiani circondati da splendidi bambini che ci scrutano curiosi…occhi scuri e profondi, sorrisi bianchissimi e noi con l’idea di aver toccato una cultura affascinante ed unica! Stanotte dormiremo in un fantastico lodge circondato solo dalle splendide montagne di arenaria e ovattato nel silenzio degli spettacolari cieli stellati africani!

Ancora una volta la Namibia ci ha stupito! Oggi ci siamo inoltrati verso ovest nella regione del Damaraland: vallate di arenaria rossa si aprono al nostro sguardo, orlate da suggestive formazioni rocciose e, annidata nelle fenditure ecco Twyfelfontein, sito patrimonio Unesco, che conserva incisioni e pitture rupestri antichissime. Il nome significa “fontana dubbiosa” dato il carattere stagionale della sua sorgente, ma proprio qui migliaia di anni fa i cacciatori San che frequentavano questi luoghi hanno pensato di lasciare traccia del loro passaggio, incidendo e disegnando sulla pietra la loro vita, le loro credenze e gli animali che fornivano loro sostentamento. Ci arrampichiamo tra i massi attraverso questa galleria d’arte antica e non possiamo non pensare a quanti di quegli uomini alzarono gli occhi al cielo rivolgendo i loro riti e i loro timori a volte sopraffatti da una natura tanto potente! Prima di lasciare queste terre visitiamo il Damara Living Museum, un museo a cielo aperto in cui si mantiene vive la cultura dei Damara, popolo che da cui deriva il nome della regione, e che imparò a trarne insegnamenti per trasformare le asperità del territorio a proprio vantaggio. La strada è lunga e dobbiamo arrivare sulla costa entro sera, quindi ci rimettiamo in viaggio ed ecco che l’ambiente cambia ancora: ci troviamo in una distesa desertica che arriva fino all’oceano gettandosi tra le sue onde poderose! Relitti spiaggiati e piccoli centri balneari ci portano fino a Swakopmund…ma questa storia la raccontiamo domani…!

Stamattina ci svegliamo a Swakopmund, deliziosa città portuale nel deserto che mantiene molto dello stile coloniale tedesco. L’aria è frizzante e profuma di oceano. Partiamo presto per l’escursione che ci condurrà a Walvis Bay per imbarcarci su di un catamarano che ci farà navigare nelle acque prospicienti la costa. Il cielo è terso ma all’orizzonte si scorge un banco di una strana nebbia: è qui che il caldo del deserto bacia il gelo dell’oceano e dà vita a queste dense coltri che in un attimo avvolgono tutto per poi riscomparire all’improvviso! Sentiamo in lontananza il richiamo delle numerosissime otarie, scorgiamo i magnifici fenicotteri rosa e i delfini intenti a cacciare! Tra le onde fa capolino poi una megattera e riusciamo ad avvistare due rari esemplari di mola mola, un pesce dalla forma particolarissima che vive in queste acque! Pranziamo con ostriche fresche ed un buon vino bianco prima di sbarcare! Ci aspetta nel pomeriggio una delle avventure più incredibili: un 4×4 nelle alte dune del deserto a Sandwich Harbour! I nostri mezzi guidano sulla battigia costeggiando le dune mentre la marea dall’altro lato cresce e poi…dritti in un sali scendi quasi perpendicolare sulle maestose cime di queste montagne di talco! Le sabbie sotto le gomme sembrano ruggire mentre ci lanciamo ad affrontare una duna dietro l’altra..è incredibile! Che giornata indimenticabile

 

La nostra avventura prosegue e ci dirigiamo verso l’antico deserto del Namib prima, però, ci godiamo una piacevolissima panoramica della cittadina di Swakopmund: l’architettura coloniale tedesca è evidente e dona carattere alla città. Dalla vecchia stazione, oggi riconvertita in hotel, al suo faro passando per il suo antico molo e i viali di palme, lo stile è a dir poco delizioso! La strada è lunga e quindi ci mettiamo in marcia: godiamo di scenari meravigliosi tra distese e passi, fino a giungere in prossimità delle dune sabbiose di Sossusvlei! Una sosta al passaggio immaginario del Tropico del Capricorno ed una a Solitaire, la farm che, come richiama il nome, rappresenta un luogo isolato in chilometri e chilometri di deserto, ci consentono di sgranchirci un po’ prima del nostro arrivo al lodge per godere di una fantastica cena sotto le stelle al solo bagliore del fuoco

Ultimo giorno in quella che ormai possiamo definire la nostra amata Namibia! Partiamo all’alba per poter godere di temperature più fresche e di luci migliori. All’orizzonte si stagliano le maestose dune di Sossusvlei: il color albicocca e le ombre sinuose ci tolgono il fiato! Ci guardiamo attorno ed è pura bellezza…cerchiamo di cogliere scatti che parlino di quello che sentiamo nel nostro cuore ma è difficile perché sono emozioni che solo sprofondando i piedi su queste morbide sabbie si possono cogliere a fondo! Saliamo sulla cresta della duna che circonda la Deadvlei in questa atmosfera surreale ed è lampante del perché questo luogo sia patrimonio Unesco! La notte la passeremo in un campo tendato circondati solo dal silenzio e da un manto di stelle, ma prima ci concediamo l’ultimo tramonto al canyon di Sesriem: scendiamo nella sua gola, un tempo ricca di acqua, e nuovamente le luci e la natura sono le regine indiscusse!

È stato un viaggio straordinario la nostra Namibia di cui conserveremo ogni istante, ogni impolverata, ogni sorriso ed ogni sguardo, nella speranza un giorno di poter appoggiare nuovamente i nostri piedi in una terra tanto speciale!