MONGOLIA

Il festival del Naadam

Il nome Mongolia evoca da sempre immagini esotiche: l’ndomito condottiero Genghis Khan, le carovane di cammelli che attraversano il deserto del Gobi e i cavalli selvaggi che galoppano nelle steppe. Persino oggi la Mongolia sembra un luogo fuori dal mondo: non appena si mette piede fuori da Ulaan Baatar si ha l’impressione di essere stati catapultati in un altro secolo. La Mongolia rimane una delle ultime destinazioni dell’Asia ancora in grado di riservare numerose avventure.

Deserto del Gobi

Viaggiando sulle orme di Marco Polo è possibile visitare il deserto del Gobi. Da vedere assolutamente in questo deserto caldo la famosa Via della Seta, che parte dalle zone più remote della Cina per raggiungere l’Europa, le magnifiche dune di sabbia di Khongoryn Els, che possono ergersi fino a un’altezza di 300 metri. All’interno è presente un’area naturale protetta, il Parco Nazionale Gurvan Saikhan, dove vivono alcuni esemplari di capre e altri animali selvatici.

Ulaanbaatar

Se l’incontaminato paesaggio rurale può essere considerato l’aspetto yin della Mongolia, allora Ulaanbaatar rappresenta il suo yang. Immensa città industriale ricca di attività commerciali, dal traffico caotico e dalla sfrenata vita notturnaI contrasti fanno parte del suo fascino: uomini d’affari si mescolano a punk con la cresta e a nomadi che indossano il del appena arrivati dalla steppa. Vi troverete a schivare un Hummer H2 e subito dopo ad ascoltare il salmodiare dei monaci buddhisti. È la capitale più gelida del mondo, ma in estate scoppia di vita dopo un lungo inverno di inattività.

Il festival del Naadam

Ogni anno nei giorni 11 e 12 luglio, anniversario della rivoluzione mongola del 1921, la Mongolia ha celebra il suo Naadam (festival), la festa più popolare e più importante del paese che richiama nella capitale Ulaanbaatar centinaia di migliaia di mongoli da tutte le “aimag” (regioni) e centinaia di turisti.